L’irrigazione in vaso ha una logica propria. In vaso si secca molto prima che in piena terra: il substrato è esposto al sole e al vento e non ha il tampone del terreno. La regola d’oro non è un orario fisso ma la misura del substrato: infila un dito a 2–3 cm di profondità, se è asciutto è ora di annaffiare.
Irrigazione in vaso: i fattori reali
Gli strumenti del sito usano tre regimi di fabbisogno per l’irrigazione in vaso, espressi in litri al giorno per ogni 10 L di substrato, a 25 °C:
| Regime | Fattore | Chi |
|---|---|---|
| Alto | 0,05 L | Pomodoro, cetriolo, zucchina, lattuga da taglio frequente |
| Medio | 0,035 L | Molte orticole e aromatiche |
| Basso | 0,025 L | Rosmarino, salvia, lavanda |

Che cosa cambia
- Temperatura e vento alzano il fabbisogno: con il caldo e su un balcone esposto, controlla ogni giorno.
- Il materiale del vaso conta: la terracotta traspira e si secca prima della plastica.
- Drena, non inzuppare. L’acqua deve scorrere dai fori; il ristagno fa marcire le radici.
Usa lo strumento Irrigazione orientativa: inserisci pianta, temperatura e esposizione e ottieni un riferimento in litri al giorno. È un orientamento, non un orario fisso: la misura del substrato resta la verifica definitiva dell’irrigazione in vaso.
Fonti
- Royal Botanic Gardens, Kew — Plants of the World Online — tassonomia
- Royal Horticultural Society — cura delle piante
- University of Maryland Extension — coltivazione in contenitore
- University of Minnesota Extension — contenitori e clima
- Penn State Extension — coltivazione urbana in contenitore



